martedì 7 giugno 2016

La Custode del miele e della api


Sì! In tempi come questi è proprio quella cosa che si è persa, la speranza di tempi migliori, la speranza di poter stare bene, la speranza di sentirsi parte di una comunità ed è questo il nostro progetto, essere un mezzo per far stare bene le persone, impegnarci perché il futuro sia migliore, far sentire la gente di essere parte di una comunità con valori condivisi.
Belle parole direte voi, ed in un certo senso lo sono ma sta a noi non farle rimanere parole morte.

Un libro di Speranza. Una lettura per sognare un mondo migliore
Cristina Carboni – La custode del miele e delle api.

Le api ci spiegano un modo di vivere in cui tutti quanti hanno la loro importanza. Insegnano ad una visione della vita da un altro punto di vista, quello della lentezza, considerando tutto quanto con la giusta prospettiva e con una certa importanza; non c’è niente dato per scontato.

In tutta la letteratura spirituale dell’ Occidente e dell’ Oriente Cristiano non solo le api hanno sempre rappresentato una grande figura, una metafora di un grande insegnamento di questa strana popolazione che ci punge e ci dà il massimo della dolcezza con il suo miele;

- uno è quello della capacità di lavorare insieme, dell’essere tutti importanti

- l’altro è il saper fare le cose con il tempo che serve, prendendo lo spazio, dilatando lo spazio sino a far sì che un fiore diventi il miele.

Il mondo delle api è una lezione molto importante, anche per chi oggi ricerca una propria dimensione spirituale perché ci continua a ricordare che nessuno di noi è davvero capace di uscire dai problemi da solo.

Don Milani, un uomo di cultura ed educazione, diceva che “la grandezza delle cose è quella di sentirle insieme, di poter essere e percepire se stessi come parte di una comunità che può risolvere i propri problemi”, quella comunità che oggi facciamo tanta fatica a vivere all’interno delle città dove domina la paura, all’interno dei continenti che si pensano, di volta in volta, l’Oriente di un Occidente e l’Occidente di un Oriente, all’interno di questo pianeta in cui rappresentiamo questa unica famiglia nella quale così poco ci rispecchiamo e della quale percepiamo più le paure che il valore di solidarietà che ne può emergere.

Nessun commento:

Posta un commento