lunedì 28 marzo 2016

Al di là del materialismo spirituale

Come difendersi dallo “ shopping spirituale”
di Chogyam Trungpa 1939/1987
"A volte il desiderio che spinge le persone ad essere spirituali è in realtà una brama di sicurezza"

“Al di là del materialismo spirituale” è nato sulla basa delle conferenze tenute tra il 1970 / 71 dal maestro buddhista Chogyam Trungpa.
Durate queste conferenze il maestro si rese conto che i suoi allievi nutrivano aspettative irrealistiche riguardo al cammino spirituale .
Pur dimostrando un sincero desiderio di verità, la loro reale motivazione era quelle di sentirsi, in fondo, bene con se stessi.
Per chi ha passato anni svolgendo pratiche spirituali, il libro può rappresentare una esperienza scioccante, in esso l’autore dimostra spietatamente come dietro i nostri tentativi di diventare individui spiritualmente avanzati, si celi invece il nostro ego.
In tutta la prima parte del libro il Maestro espone le trappole in cui si può cade credendo di essere sulla strada della illuminazione , nella seconda descrive il vero cammino spirituale, toccando concetti come le 4 Verità Nobili, lo Shunyata e il Bodhisattva.
Ma cosa intende per materialismo spirituale?
Il maestro risponde attraverso i concetti del buddhismo tibetano dei tre Signori del Materialismo, il signore della Forma, il signore della Parola e il signore della Mente.
Il libro ci porta a scoprire se stiamo semplicemente cercando di rafforzare il nostro senso di identità come persona buona e spirituale o se siamo veramente pronti ad aprirci al Tutto, a vedere cosa veramente c’è dentro di noi.
Ma come si può iniziare veramente a lavorare su se stessi ?
L’ego preferisce atti eroici, osserva Trungpa, come andare in ritiro per una intera settimana o diventare vegetariani.
Esperienze come queste possono dare una sensazione di euforia perché per un po’ si riesce a lasciare dietro di noi il nostro vecchio sé negativo, ma alla fine l’euforia svanisce e ci ritroviamo nuovamente con noi stessi.
Solo quando ci si rende conto che il nostro ego controlla persino i nostri tentativi di perdere l’ego riusciremo a smettere di inseguire l’aspirazione ad una qualche esperienza illuminante e lasciare semplicemente che le cose siano come sono.
Solo allora possiamo smettere di fare “ shopping spirituale” e decidere di lavorare veramente sulla persona che siamo.
Siamo sul vero cammino spirituale quando riusciamo a ridere mentre un fedele zelante o chi ha appena abbracciato una nuova religione tende a perdere del tutto il senso dell’umorismo.
Tutto diventa o bianco o nero perché pensano di avere trovato la via.
Il sollievo che provano queste persone deriva dal fatto di avere semplificato il mondo: non devono più accettare la realtà per quello che è ma possono vivere secondo una fede che li innalza al di sopra di tutto il resto.
La vera spiritualità è più ordinaria, addirittura noiosa. Il cammino spirituale, una volta intrapreso, non è niente di speciale. Si tratta semplicemente di vedere la vita cosi come è, senza le tante strutture mentali - convinzioni, teorie, fantasie di salvezza - che le costruiamo sopra.
Trungpa è un ottimo scrittore, ha fondato molti centri di meditazione e istruzioni formative di grande successo in tutto il mondo ed è stata una delle principali figure del buddhismo del XX secolo. Indipendentemente da quale possa essere l’opinione sul Trungpa persona, “Al di la del materialismo spirituale” rimane una pietra miliare non solo per la filosofia orientale ma nel campo del pensiero spirituale in genere.
Trungpa mette in guardia sul fatto che chi si sforza di raggiungere la spiritualità potrebbe finire per collezionare solamente una serie di interessanti esperienze culturali, questo approccio realistico è certamente affascinante per tutti coloro che cerchino non semplici ispirazioni ma vere risposte in un mondo che offre migliaia di attraenti cammini ed esperienze spirituali, il libro di Trungpa è come un faro che impedisce di arenarsi sulle rocce spirituali.

Il profilo dell'autore
Nato nel 1939 nel Tibet orientale, Chogyam Trungpa Rinpoche era l'undicsimo tulku, ovvero reincarnazione di una discendenza di maestri tibetani della stirpe Kagyu, una scuola di buddhismo incentrata sulla meditazione.
Divenne abate del monastero Surmang quando era appena adolescente, ma nel 1959, quando la Cina invase il Tibet, dovette fuggire in India. Negli anni seguenti lavoro in una scuola per giovani Lama a Dalhousie, sotto la supervisione del Dalai Lama.
Nel 1963 andò con una borsa di studio all'Università di Oxford per studiare religioni comparate, filosofia e arte.
Nel 1967 fondò il primo centro di pratica di buddhismo tibetano in occidente. Non molto tempo dopo ebbe un grave incidente automobilistico a seguito del quale subì un parziale paresi alla parte sinistra del corpo.
Rinunciato ai voti si sposò e si trasferì negli Stati Uniti fondando un centro di meditazione in Vermont.
Nel corso degli anni settanta apri molti altri centri, scrisse svariate opere e fondò il Novaropa Institute, un college buddhista di discipline umanistiche nello stato del Colorado.
La sua organizzazione di formazione e meditazione, la Sgambala Training, è attiva oggigiorno in molti paesi.
Trungpa morì nel 1987. Il suo uso del termine "rgolrssness" ( mancanza di ego ) è stato inserito nell'Oxford English Dectionary

sabato 26 marzo 2016

Grof Stanislav

1931- / Psichiatra Cecoslovacco.

Eminente autorità nel campo di ricerca delle esperienze visionarie, dell'LSD e degli stati alterati di coscienza, introduce nel 1967 il concetto di "transpersonale"

Figura di spicco del movimento internazionale per lo sviluppo personale. 

Attualmente si dedica alla pratica della Terapia della respirazione Olotrofica

Il modello di coscienza di Grof si basa sul presupposto che la coscienza non sia qualche cosa creata dal cervello umano, la coscienza transpersonale è infinita, non finita, e si estende al di là dei limiti del tempo e dello spazio (da The Holotropic Mind). 

Per Grof ciò conferma la visione sia dei buddhisti Mahayana, sia di numerose popolazioni indigene di tutto il mondo, la coscienza sembrerebbe essere una caratteristica innata dell'universo naturale : Grof scrive " " Nonostante tutti gli sforzi, sembriamo incapaci di sbarazzarci dei preconcetti inposti dalla nostra cultura e da quello che chiamiamo buon senso. Se vogliamo mantenere queste illusioni, dobbiamo ignorare le tante osservazioni e informazioni che giungono dalla moderna ricerca sulla coscienza e da varie altre discipline scientifiche. Tutte queste fonti ci offrono valide prove che l'universo e la psiche umana non hanno confini ne limiti. Ognuno di noi è collegato con l'intera esistenza e ne costituisce una espressione". 


Tra i suoi molti testi ricordiamo, tradotto in italiano
  • Oltre il cervello.

Tart Charles

(1937 - /) Docente di studi sulla coscienza presso l'Università del Nevada a Las Vegas

E' tra i tanti scienziati che cercano di colmare il divario tra scienza e misticismo.

Internazionalmente conosciuto per la sua ricerca scientifica nell'ambito di trance, sogni, esperienze extracorporee e percezioni extrasensoriali. Tart si è prodigato perchè sia riconosciuta come "scienza specifica degli stati di coscienza" il sistema scientifico che ammette l'esistenza di stati diversi della coscienza, ciascuno con il proprio tipo distinto di "realtà".


Tra i suoi testi più famosi segnaliamo

· Stati di coscienza
· Psicologie transpersonali.

Stevenson Ian

(1918 - /) La massima autorità mondiale sui casi di presunta reincarnazione. 

E' direttore del Dipartimento di Neurologia e Psichiatria dell'istituto di Medicina della Università della Virginia.

Ha trascorso molti anni esaminando esempi di schemi mnemonici di reincarnazione nei bambini piccoli, in cui la frode conscia o inconscia sembra essere fuori discussione. 


I dati della ricerca hanno portata mondiale e sono contenuti in diversi libri e periodici. Il suo più importante testo è
  • La reincarnazione; venti casi a sostegno.

Kubler Ross Elisabet










(1926-2004) Laureata in medicina all'Università di Zurigo nel 1957.

Autorità mondiale sul tema della morte e del morire. Dopo svariati studi e seminari sulla morte, ha concentrato il suo interesse nell'ambito della opera terapeutica a favore dei malati terminali. In oltre venti anni ha avuto modo di studiare più di 20.000 casi di persone che hanno riferito di esperienze personali di pre-morte ( NDE Near Dead Experience). E' addivenuta alla conclusione che la morte debba essere considerata più come uno stato transitorio della coscienza verso un altro genere di esistenza che come caduta nell'oblio.


Tra le sue molte opere in italiano segnaliamo

· La morte ed il morire
· La morte e la vita oltre la morte

giovedì 24 marzo 2016

Le porte della Percezione (1954)

Aldous Huxley (1894-1963)

Un istinto primordiale comune a tutti gli esseri viventi è la sopravvivenza.
Normalmente il nostro cervello funziona con un “MECCANISMO SELETTIVO” filtra le informazioni e privilegia quelle rilevanti per la “ NOSTRA SOPRAVVIVENZA“.

Come conseguenza si ha che il nostro stato mentale è sempre attento a calcolare velocemente le relazioni tra le cose, misurando, analizzando e valutando tutto in modo inconscio.
Huxley, cerca di comprendere quanto questo ci possa RENDERE LIBERI o ci possa IMPRIGIONARE, ma il nostro modo di vedere è influenzato da coloro che hanno la capacità di imporre agli altri la propria visione del mondo e questo porta ad una “PERCEZIONE UNIFORME DEL MONDO “.
Uno dei percorsi seguiti da Huxley per aggirare le catene della “ CONFORMITA' PERCETTIVA” è stato lo studio degli "stati mentali" di mistici o religiosi che con le loro esperienze di “stati elevati della coscienza” hanno portato la coscienza umana ad un altro e più alto livello.
Il libro si apre con la frase di William Blake
“ se le porte della percezione venissero pulite e purificate tutto apparirebbe all’uomo come è , Infinito”

Huxley desidera avere almeno un assaggio degli stati elevati di coscienza descritti da visionari come Blake, Swedenborg o i mistici orientali.
Nella mescalina trovò una possibile scorciatoia per aprire le porte della percezione.
La mescalina è un estratto della radice del peyote, un cactus messicano che da tempi immemori viene mangiato e venerato dalle popolazioni locali grazie alle sue proprietà enteogene.
La sostanza, che al tempo non era proibita, inibisce la produzione degli enzimi che regolano la fornitura di glucosio alle cellule cerebrali.
Il libro descrive le esperienze provate. Per Huxley l’esperienza della perdita del senso di sé fu estremamente liberatoria. Liberandosi temporaneamente dell’ego, riuscì a vedere il VERO MIRACOLO DELLA ESISTENZA, vide che poi ciò che sente l’individuo non è poi così importante, che i pensieri di scarso valore e le pretese che ci riempiono di solito la mente ammontano a nulla se posti di fronte alla meraviglia dell’essere.

Ma Huxley si reso anche conto che una apertura della mente causata da sostanze chimiche può essere solo temporanea , ma non visse per assistere alla rivoluzione degli anni sessanta , periodo in cui questo essenziale ammonimento venne dimenticato.

Il trattato di Huxley e le innumerevoli conferenze,da lui tenute nel famoso Esalem Institute affascinarono tutta una generazione e, per quanto quasi casuale, fu uno dei semi che diedero impulso a un nuovo modo di essere e di vedere le cose.

I Doors, leggende del rock californiano, presero il nome dal trattato di Huxley , come pure la nascita del termine “ potenziale umano “

Il nostro linguaggio ed il nostro modo di percepire la realtà sono stati plasmati dalla necessita di sopravvivenza e per questo ammette solo una realtà limitata, fa però parte della natura umana anche il bisogno di trascendere il normale senso del sé e forse, in futuro, le porte della percezione saranno aperte per tutti coloro che desiderano varcarle.

I concetti di Huxley sono stati da spunto a molti approfondimenti su come liberarci dei condizionamenti della mente che influiscono sulla nostra libertà di essere, due tra tutti Ram Dass nel suo “Sii qui ora” del 1971 e Eckhart Tolle “ Il potere di adesso” 1998

Religione e Nuova Spiritualità

I concetti che stanno alla base del nuovo modo di considerare la Spiritualità, non condividono la visione che un Dio o Energia Universale o Il Mistero assoluto o chiamatelo come preferite, abbia scelto nella storia alcuni individui o gruppi , per favorirli in maniera esclusiva rispetto agli altri.
Analogalmente non viene data molta importanza ai vari gradi di illuminazione o alla possibilità che gli insegnamenti spirituali di Gesù, ad esempio, possano essere considerati "superiori" o "inferiori" a quelli di Maometto o Gautama Buddha.
In realtà, un processo visionario non può essere ridotto entro i limiti di un qualche specifico sistema di pensiero.
I sistemi di convinzioni istituzionalizzati, per loro natura, si sviluppano solo dopo che è avvenuta una svolta visionaria del fondatore, come si è gia detto, tali convinzioni vengono spesso consolidate in dottrine religiose da persone che non hanno partecipato al processo mistico.
Le credenze religiose sono un fenomeno secondario ed acquistano slancio solo quandol'impulso mistico iniziale viene trasformato dagli interessi predominanti in campo culturale, politico, linguistico, etico, e filosofico della particolare società cui appartengono.
Nell'idea di una nuova Spiritualità è importante considerare il processo di base che porta alla esperienza visionaria perchè, se iniziamo a comprenderlo, quella esperienza diviene potenzialmente accessibile a tutti noi.
Chiaramente non si tratta di seguire la visione di qualcun altro, ma di scoprire quella infinita fonte visionaria che esiste prodondamente in noi e ci unisce a tutti gli altri essere.
Ciò non sognifica che non si possono ricevere preziosi insegnamenti dai maestri spirituali che ci hanno preceduto, ma semplicemente che, in ultima analisi, dobbiamo scoprire da soli le nostre sacre profondità, senza preconcetti e a modo nostro. Impegnandoci in questaintensa e meditativa autoesplorazione le nostre convinzioni possono essere arrichite dalla esperienza personale, invece di derivare , come nel caso di dottrine religiose ereditate, soprattutto da quelle di altri.
Se le nostre realizzazioni sono sufficientemente profonde , tese verso stati di trascendenza e lontane dalle trappole dell'ego, ci condurranno necessariamente a sentimenti di unione con il prossimo e l'intero pianeta.

Nevill Drury

Bohm David



1917-1992 Fisico Americano
Docente presso il college londinese di Birkbeck poi professore emerito della Università londinese. Ex collaboratore di Einstein, sviluppò una teoria di fisica quantistica che considera l'insieme della esistenza, comprese materia e consapevolezza, come un tutto continuo.
Egli concepì un ordine implicato che contiene l'intera esistenza, compresi lo spazio, il tempo e la materia ma che può essere dedotto solamente attraverso le sue manifestazioni. Questo concetto in linea a molte cosmologie mistiche, tra cui la Cabbala e vari modelli emanazionistici dello gnosticismo, l'ordine implicato si rivela nel mondo delle manifestazioni.
Tutti noi, come esseri viventi, viviamo nell'ordine esplicato , ovvero il mondo delle apparenze manifeste.
tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo:
  • Universo, Mente e Materia 
  • The Quantum Theory
  • nel 1987 collaborò con David Peat alla stesura di Science, Order and Creativity.

Cambiamenti

Uno dei termini più ricorrenti tra gli appassionati di temi spirituali è “CAMBIAMENTO”.
Il suo uso va dal “ cambiare se stessi per cambiare il mondo”, a un non ben identificato “cambiamento epocale”, indotto da una non ben definita entità, forza o energia, che andrebbe ad influenzare le persone aprendo una era di prosperità, giustizia e tolleranza.
Vista la moltitudine di popoli e credenze religiose, almeno una cosa è certa, indipendentemente da chi o cosa dipenda il cambiamento, esso sarebbe universale e tutti saranno UNIFORMATI a questo, con la conseguente scomparsa di ogni varietà di pensiero.
Tutte queste considerazioni non sono però il cuore della riflessione sul CAMBIAMENTO, il vero punto è l’atteggiamento delle persone che vivono non conducendo la loro vita, ma assecondando passivamente un destino, con il principio che tanto “le cose vanno come devono andare”. E’ questo atteggiamento, “rinunciatario” ad essere dannoso, perché ha come conseguenza il deresponsabilizzarsi dal fare azioni concrete nei confronti dei temi del mondo, tanto “qualcuno o qualche entità o forza ci penserà a far andare le cose per il verso giusto”
Ma le cose come vanno ?
Tra il 2009 e 2014, le ricchezze possedute dall’1% della popolazione più ricca sono salite dal 44% al 48% del totale. Il rimanente 52% della ricchezza è gestito dal 20% più ricco della popolazione mondiale. Quindi il 79% dell’umanità non controlla niente ( fonte Oxfam ong ).
Nei prossimi anni la situazione occupazionale mondiale continuerà a peggiorare, disoccupazione e disparità di reddito faranno crescere il malcontento sociale. Nel 2019 ci saranno 212 milioni di disoccupati in tutto il mondo, mentre oggi sono 201 milioni. Dallo scoppio della crisi del 2008 oltre 61 milioni di persone hanno perso il lavoro ( fonte Organizzazione mondiale del lavoro OIL ).
Questa è LA REALTA’ senza considerare il peggioramento dell’inquinamento, il riscaldamento terrestre, le guerre e tutti gli altri accidenti che a questo pianeta procuriamo.
Non prendere atto dello stato delle cose ed affidarsi all’intervento di una non precisata “entità, energia o forza “ che metterà “apposto le cose” è un modo per giustificare un mancato impegno personale indispensabile a far si che con la partecipazione di tutti, le cose possano effettivamente cambiare.
Se solo i componenti del “silenzioso popolo Olistico” ,che condividono quei valori che mettono al centro l’essere umano in tutte le sue espressioni, uscissero allo scoperto riunendosi in un movimento, dimostrerebbero, nei piccoli fatti di tutti i giorni, che è possibile vivere una vita piena e felice senza doversi assoggettare alle regole del mercato e della finanza ed allora si, che forse, le cose potrebbero cambiare senza attendere improbabili interventi “divini”.
Non basta trasformare l'individuo, occorre far leva sul cambiamento di ciascuno e trasferirlo ai problemi sociali del nostro tempo, il mondo ne ha bisogno.



IBU-fpb

Esperienza di fede o mistica o religiosa

Il nostro momento storico è saturo di mass media, infatuato dalla tecnologia e ossessionato dall’apocalisse,
Il nostro mondo di scienza e logica relega ai margini i sentimenti e la soggettività, tuttavia chi non cerca il significato più profondo della propria vita spesso finisce per sentirsi vuoto e disperato.
Sono queste sensazioni di "vuoto" e "disperazione" che spingono  sempre più persone ad avvicinarsi al mondo “olistico” ed ai suoi valori senza però averne una minima base culturale.
Nella nostra società che vede l'esistenza in termini di "mercato" e le persone come "consumatori" sta facendo diventare business anche questa esigenza. 
Eccoci circondati da pubblicità sempre più invadenti che dispensano pillole, integratori, pozioni, profumi, solette, tisane, poltrone, oli, scarpe, attrezzi, pomate, libri, video di corsi che proclamano mirabolanti proprietà per il benessere di corpo e mente.
Spuntano improbabili "guru" che  in una proliferazione insulsa di tecniche di auto-aiuto, ispirazione canalizzata, confuse mitologie e terapie da show-biz, contribuiscono al venir meno della credibilità delle vere discipline olistiche.
Nasce un "mercato globalizzato" di laboratori esperienziali, conferenze, rebirthing cristalloterapie, agopuntura vibrazionale, consulenze per i rapporti interpersonali, presentati con quella pochezza culturale che spesso tende a banalizzare le più importanti scoperte della psicologia Umanistica e Transpersonale.
Come districarsi ?
Inizia da qui.
Tutte le Grandi Religioni Strutturate e molte tra le grandi Tradizioni Spirituali, hanno origine da unaesperienza  visionaria o mistica
Per loro stessa natura le religioni e le tradizioni spirituali tendono a mettere in luce un Mistero Supremocercando di offrire ai loro seguaci una struttura di comprensione spirituale più vasta di quella dei prevalenti modelli di realtà secolari e materialistici.
Che si pensi a  tale Mistero Supremo come ad una divinità, uno spirito o una energia , oppure lo si consideri astrattamente come "il fondamento dell’universo manifesto", abbiamo a che fare con concetti che trascendono le nostre capacità intellettuali.

Nel caso delle religioni istituzionalizzate , soprattutto in Occidente, dove si pone maggiore enfasi su fede e dottrina dando meno importanza all’esperienza religiosa individuale, molto spesso troviamo le rivelazioni del visionario-fondatore perpetuate da seguaci che sembrano non avere alcuna visione personale sulle origini mistiche delle proprie tradizioni religiose.
Così di fatto vi è una sostanziale incomprensione della stessa esperienza visionaria di base.
Tutto questo rimane estraneo alla maggior parte dei seguaci delle nuove forme e tendenze spirituali per i quali i loro sistemi di convinzione provengono da varie e molteplici fusioni di tradizioni religiose orientali ed occidentali.
La ricerca dell’uomo verso “una superiore realtà mistica che si trova al di là” passa attraverso una esperienza visionaria che può verificarsi allontanandosi dall’ambiente esterno familiare , per ritirarsi dove il sé interiore possa rivelarsi; che sia una caverna, la cima di una montagna o un deserto oppure, più a portata di mano, un luogo consacrato, sia esso una chiesa, un tempio o un certo ambito naturale, destinato a scopi specifici associati alla propria pratica spirituale.
Il concetto alla base delle varie pratiche simboliche è quello di trasferire l’attenzione della consapevolezza dal mondano al cosmico, dal quotidiano all’archetipo.
Occorre a questo punto dire che infruttuosi sforzi verso “ la superiore realtà mistica che si trova al di là” possono causare una serie di problemi. Se si tratta di una ricerca fatta unicamente per un nascosto appagamento personale, invece dell’ umile desiderio di una maggiore autoconoscenza al servizio degli altri, allora il risultato può essere un’incrinatura dell’ego.
Attraverso una vasta gamma di pratiche spirituali alternative, molte persone con una posizione di autorità spirituale, possono essere inclini agli eccessi dell’ego. Si sa, ad esempio, che vari guru orientali ed occidentali contemporanei, hanno finito per usare il loro “carisma spirituale” per ammaliare e dominare i loro seguaci, abusando della propria posizione per ottenere vantaggi sessuali o economici.
Lo scopo del seguire un cammino spirituale è quello di riuscire ad avere una concentrazione interiore nei luoghi destinati al culto della propria forma religiosa ma di essere capaci di operare nel modo adeguato anche nel mondo esterno.

L’obiettivo ideale che dobbiamo porci è la fusione di mistico e fisico, assimilando i misteri profondi del mondo spirituale in un contesto di realtà familiare, portando così una visione più ampia nella nostra esistenza quotidiana

martedì 22 marzo 2016

La Strada del Sufi

di Idries Shah 1968
La maggior parte delle persone non è indipendente perché accetta le convinzioni comuni senza metterle troppo in discussione; nella religione non cercano la vera illuminazione, ma un senso di sicurezza.
Il maestro sufi Abdul –Azziz del VII secolo disse “offri una insalata ad un somaro e lui ti chiederà che tipo di cardo sia” Se conosciamo solo “cardi” non comprenderemo mai l’idea che qualche cosa di diverso possa essere altrettanto buono. Applicando questo concetto ad una persona , la nostra mente preferisce sempre i “cardi” , ovvero la conoscenza, che già possiede , precludendosi la conoscenza di un ulteriore meravigliosa saggezza.
“La strada del sufi” consiste nel non rimanere eternamente convinti della verità di una unica religione o filosofia, ma nello sviluppare una apertura mentale che ci metta in grado di conciliare parti ed idee contrastanti . Tuttavia la maggior parte delle persone è a proprio agio con la religione in quanto essa consente loro di rimanere nella sicurezza generata dal proprio modo di pensare e dalle proprie abitudini, senza mai spingerle ad assaporare la libertà che esiste al di là di esse.

L’ idea che si dilunga lungo tutto il libro è che le persone fingono di cercare dio ma in realtà desiderano solo lenire le proprie delusioni o risolvere i propri problemi.
Gli insegnamenti sufi comunque hanno sempre sminuito l’importanza delle strutture formali, comprese le religioni organizzate, anteponendo a ogni altra cosa lo sviluppo dell’individuo.
E’ stata questa enfasi posta sulla verità prima della forma , del personale al di sopra dell' istituzionale , ad aver consentito alle idee del sufismo di emergere ripetutamente nel corso della storia.
Molte storie sufi cercano di dimostrare che l’unica ricchezza reale di una persona è la propria conoscenza e saggezza, qualunque altra cosa è effimera.
L’allievo sufi non desidera adeguarsi a un dogma, ma aprire gli occhi alla verità, in qualunque forma si manifesti.
Il paradosso del sufismo è che per quanto normalmente venga descritto come corrente mistica, il suo scopo è aumentare la quantità di verità razionale nel mondo.

L’ideale sufi è la persona “completa” che ha visto il cuore della verità, e che da questo punto privilegiato riesce a rendersi conto della vanità e della limitatezza che affliggono la maggioranza delle persone.

Locandina 1