martedì 22 marzo 2016

La Strada del Sufi

di Idries Shah 1968
La maggior parte delle persone non è indipendente perché accetta le convinzioni comuni senza metterle troppo in discussione; nella religione non cercano la vera illuminazione, ma un senso di sicurezza.
Il maestro sufi Abdul –Azziz del VII secolo disse “offri una insalata ad un somaro e lui ti chiederà che tipo di cardo sia” Se conosciamo solo “cardi” non comprenderemo mai l’idea che qualche cosa di diverso possa essere altrettanto buono. Applicando questo concetto ad una persona , la nostra mente preferisce sempre i “cardi” , ovvero la conoscenza, che già possiede , precludendosi la conoscenza di un ulteriore meravigliosa saggezza.
“La strada del sufi” consiste nel non rimanere eternamente convinti della verità di una unica religione o filosofia, ma nello sviluppare una apertura mentale che ci metta in grado di conciliare parti ed idee contrastanti . Tuttavia la maggior parte delle persone è a proprio agio con la religione in quanto essa consente loro di rimanere nella sicurezza generata dal proprio modo di pensare e dalle proprie abitudini, senza mai spingerle ad assaporare la libertà che esiste al di là di esse.

L’ idea che si dilunga lungo tutto il libro è che le persone fingono di cercare dio ma in realtà desiderano solo lenire le proprie delusioni o risolvere i propri problemi.
Gli insegnamenti sufi comunque hanno sempre sminuito l’importanza delle strutture formali, comprese le religioni organizzate, anteponendo a ogni altra cosa lo sviluppo dell’individuo.
E’ stata questa enfasi posta sulla verità prima della forma , del personale al di sopra dell' istituzionale , ad aver consentito alle idee del sufismo di emergere ripetutamente nel corso della storia.
Molte storie sufi cercano di dimostrare che l’unica ricchezza reale di una persona è la propria conoscenza e saggezza, qualunque altra cosa è effimera.
L’allievo sufi non desidera adeguarsi a un dogma, ma aprire gli occhi alla verità, in qualunque forma si manifesti.
Il paradosso del sufismo è che per quanto normalmente venga descritto come corrente mistica, il suo scopo è aumentare la quantità di verità razionale nel mondo.

L’ideale sufi è la persona “completa” che ha visto il cuore della verità, e che da questo punto privilegiato riesce a rendersi conto della vanità e della limitatezza che affliggono la maggioranza delle persone.

Nessun commento:

Posta un commento