venerdì 17 gennaio 2020

21 lezioni per il XXI secolo




La prima parte di 21 lezioni per il XXI secolo è dedicata alla sfida tecnologica. In questa parte, Harari include quattro lezioni, relative all’attuale crisi dei valori liberali e ai problemi legati alle nuove tecnologie. Le lezioni sono le seguenti:
Delusione. La narrazione liberale prevalse su quella del fascismo e del comunismo. Ma la libertà e la lotta per ottenerla hanno gradualmente perso valore. Oggi c’è più scetticismo e le narrazioni semplici hanno maggior successo.
Lavoro. L’intelligenza artificiale sta sostituendo gli esseri umani e in futuro molte professioni e mestieri scompariranno. Emergerà, pertanto, una “classe inutile”: persone incapaci di produrre in questo nuovo contesto.
Libertà. I big data ci osservano di continuo e non ne siamo consapevoli; abbiamo trasferito essi il potere di prendere decisioni in nostra vece. Si rischia, pertanto, di spalancare le porte a una dittatura digitale.
Uguaglianza. Chi possiede i dati possiede anche il futuro. Il potere è nelle mani di grandi società tecnologiche, che in futuro potrebbero gestire il mondo a loro piacimento.
La sfida politica
Il secondo blocco di 21 lezioni per il XXI secolo tratta della sfida politica. Tale blocco è suddiviso nelle seguenti sezioni:
Comunità. Pur continuando ad avere un corpo, le comunità virtuali si diffondono sempre di più.
Civilizzazione. Attualmente la maggior parte del mondo costituisce un’unica civiltà. Le differenze sono sempre più sfumate.
Nazionalismo. Buona parte dei problemi attuali sono globali, non nazionali.
Religione. Le religioni continuano a svolgere un ruolo importante, in quanto agglomerati di finzioni condivise.
Immigrazione. L’immigrazione ha successo quando l’immigrato abbandona la propria cultura d’origine. Ci si sta spostando dal razzismo al “culturismo”.
Disperazione e speranza secondo Yuval Noah Harari
In questa sezione, Harari afferma che l’umanità può rimanere a galla, purché mantenga la calma ed eviti le paure irrazionali. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario consolidare i valori laici in virtù del loro potere razionale. Le lezioni in questo caso sono:
Terrorismo. Il terrorismo è sovradimensionato. Non facciamoci prendere dal panico.
Guerra. Il bellicismo sta guadagnando terreno e la stupidità umana non dovrebbe mai essere sottovalutata.
Umiltà. Ogni persona e ogni cultura deve capire di non essere il centro del mondo.
Dio. Essere credenti non è sinonimo di essere etici.
Laicità. Sono più affidabili quelli che accettano la propria ignoranza di chiunque si proclami portatore di verità.
La verità
In questa sezione, Harari parla dell’importanza di combattere i pregiudizi e di trovare fonti affidabili su cui formare i propri criteri. Questo blocco include quattro lezioni:
Ignoranza. Sapete meno di ciò che la valanga di informazioni vi fa credere.
Giustizia. La giustizia non si basa su valori astratti, ma su una ragionevole valutazione delle cause e degli effetti che hanno le decisioni e i comportamenti.
Post-verità. La verità e il potere viaggiano insieme solo per un tratto. Prima o poi il potere dovrà costruire delle finzioni.
Fantascienza. Il libro Il mondo nuovo è il più profetico che sia mai stato scritto.

La resilienza in 21 lezioni per il XXI secolo
L’ultima sezione di 21 lezioni per il XXI secolo è incentrata sull’importanza di riconoscere che le narrazioni tradizionali non sono più in grado di spiegare il mondo, e allo stesso tempo non ne sono emerse di nuove. Di fronte a tale problema, sono tre le lezioni da prendere in considerazione:
Istruzione. L’obiettivo dell’educazione non è più quello di acquisire informazioni, ma di sviluppare la capacità di darle un senso.
Significato. La vita non è un racconto ed è importante imparare a distinguere tra finzione e realtà.
Meditazione. La possibilità di scegliere esiste ancora, ma probabilmente si perderà. Riflettiamo su ciò.
Come potete vedere, quest’opera propone riflessioni per le quali non esistono risposte chiuse. Si riferisce, di fatto, ai punti salienti dell’attualità, sui quali vale la pena di soffermarsi a pensare.


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